Randy Ichinose – C’Est la Vie

Seguo Randy da un sacco di tempo e l’idea del suo primo L.P. mi ficcava parecchio.
C’Est la Vie, perché Randy a questo giro ha voluto usare le sue lingue, l’italiano e il francese, fortuna mia che qualcosa di francese ci capisco e ho potuto apprezzare i testi più interessanti dell’album.
Delusioni, follia, alienazione, tanto amore e persino una canzone chiaramente contro la guerra (C’Est La Dose Qui Fait Le Poison).

Musica superba, un inedito Randy al basso con pezzi molto interessanti (055, C’Est la Dose Qui Fait Le Poison, ma un po’ tutte a dire il vero) e stranamente controllato e calmo alla batteria!
Tecnica chitarristica tipica da chi viene dalla musica emotional hardcore e shoegaze: pochi giri, pochi accordi, tanto gusto.

Un numero incontabile di testi in altre lingue e di ospiti interessanti si aggiungono al già ottimo lavoro di Randy.

Produzione e mastering di casa Ichinose, anche in questo caso c’è dell’inedito, ma tutto chiaramente bello.

Di seguito le parole di Rebecca Bertolasi, autrice della bellissima copertina dell’album che parla della sua creazione:”La realizzazione della copertina è stata davvero emozionante dall’inizio alla fine poiché, oltre ad essere la mia prima copertina, era anche la mia prima commissione. Infatti ho aperto da poco la mia pagina facebook Acceber’s art, ma devo dire che gli apprezzamenti sin dai primi momenti non sono mancati e ricevere questa richiesta è stato oltremodo gratificante ed elettrizzante.

L’ispirazione per il soggetto è arrivata subito: fin dai primi momenti avevo ben chiaro come volevo che fosse il risultato e così è stato. Volevo fosse un’esplosione di colori, forme, personaggi e che ogni soggetto nascesse dall’altro in maniera spontanea proprio come in un trip. Tutto doveva essere assolutamente folle e fuori dagli schemi.

Durante il processo di realizzazione mi sono lasciata ispirare molto dalla musica. Ascoltando band quali Doors, Rolling Stones ecc e Bob Dylan la matita sembrava scorrere da sola e i personaggi nascevano spontaneamente dai colori.

Se dovessi trovare un momento più difficile di altri all’interno della realizzazione posso dire senza ombra di dubbio che è stata proprio la fase di colorazione a mettermi più in difficoltà se così si può dire: non volevo che un colore fosse accostato a un altro simile a questo per non creare troppa identità e continuità di immagini e quindi avendo una tavolozza limitata è stata una vera sfida.”

E riguardo il binomio copertina disco:”penso che la copertina si completi e continui nella musica stessa, e che in generale sia molto adatta al contesto e al genere musicale affrontato.”

Che dire? Per me un valido candidato per il miglior album indipendente del 2016!

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One thought on “Randy Ichinose – C’Est la Vie

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